LA PASSEGGIATA STORICA DEL PALIO DI SIENA

La passeggiata storica del Palio di Siena più che una sfilata che precede ogni Palio ha dietro di sé, la storia, l’ emozione, l ‘orgoglio dei ragazzi senesi che vengono scelti per entrare in Piazza a rappresentare la propria Contrada. La bellezza di veder sfilare i costumi, i cavalli, le comparse che arrivano a 700 persone, la Sbandierata della Vittoria che fanno in Piazza tutte le contrade ….non ha eguali!
Borgo Grondaie non vuole raccontarvi come si svolge la Passeggiata Storica, vogliamo invece soffermaci sui costumi che indossano i partecipanti.
Come potete ben immaginare dal 1.626 che si svolge questa meravigliosa sfilata, i costumi non sono stati sempre gli stessi. Nel anno 2.000 è stato l’ultimo rinnovo delle monture, ma la svolta riguardo ai costumi è stata nel 1.980 quando i 3 bozzettisti scelti dal Comune sono riusciti ad infondere nei costumi l’ eleganza del tardo Quattrocento, attraverso lo studio e la rielaborazione artistica di famose opere pittoriche degli anni che vanno dal 1.450 a 1.520.
A causa dell’usura, nell’ anno 2.000 furono rinnovati i costumi seguendo la stessa linea applicata nel 1980. Riguardo ai materiali che sono stati utilizzati, visto la difficoltà di reperire sul mercato stoffe broccate di vari colori, i 3 bozzettisti idearono quello che viene chiamato “goffratura”, dove grazie a un rullo meccanico sono stati impressi in rilievo i disegni desiderati.
Per darvi una idea di tutti i dettagli presi in considerazione per ogni personaggio della passeggiata storica vi elenco com’è stato fatto il vestito per il DOCENTE: è stato utilizzato il velluto rosso per fare il copricapo, bordato di finto vaio, ed anche per realizzare il robone, con profonde pieghe ed apertura laterale fino alla vita. Per riprodurre la pelliccia di vaio, è stata utilizzata una pelle sintetica bianca, cucita a spicchi, su cui sono state disegnate, tramite delle grafite, le piccole strisce nere che simulavano il colore di questo piccolo scoiattolo. Quasi tutti i vestiti sono cuciti a mano, con fili delicati e preziosi e tanta cura nei dettagli.
L’atmosfera del Palio è magica, si vivono tante emozioni in Piazza ma per il prossimo Palio il 2 Luglio soffermatevi un attimo ad ammirare i costumi e pensate in quanto lavoro artigianale e di precisione c’è dietro questo bellissimo spettacolo.

Docente LA PASSEGGIATA STORICA DEL PALIO DI SIENA

docente del 400

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Visitare il Chianti con una Fiat 500 d’epoca

Visitare il Chianti con una Fiat 500 d’epoca? La Fiat 500 era uno dei simboli italiani degli anni 50/60. Grazie a due ospiti del Borgo Grondaie, che hanno apprezzato tantissimo il tour, abbiamo scoperto questa bellissima iniziativa che da la possibilità di conoscere il Chianti alla guida delle bellissime e storiche FIAT 500

Ezio, Giacomo, Paola, Olivia, Roberto e Topsy sono i nomi che gli organizzatori (FIAT 500 TOURING CLUB) hanno dato alle macchine. Il Tour parte da Firenze sempre con una guida. Dopo una breve formazione su come guidarle (vi ricordate la doppietta per scalare le marce?), si comincia percorrendo la strada del Chianti dove potrete ammirare i bellissimi paesaggi, gli infiniti vigneti e le bellissime colline di olivi. Durante il Tour percorrerete anche una parte della strada che forma parte del percorso della gara MILLE MIGLIA.

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Fiat 500

La vostra guida vi illustrerà la zona tramite radio. E poi non poteva mancare la musica: italiana degli anni ‘60.
Oltre Al Tour Classico, ci sono tante altre offerte che includono degustazione dei vini, lezioni di cucina, Pic-nic Tour, Cena Tour (tour al tramonto con cena in luogo da fiaba).
Insomma un’iniziativa che ci è piaciuta tantissimo, che incornicerà la vostra vacanza italiana alla perfezione, nel puro spirito della vita dolce e bella!

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Alla scoperta del Chainti in 500

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Il Chianti in 500

 

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4 GIORNI PER VISITARE I BELLISSIMI PAESAGGI TOSCANI

4 giorni per visitare i bellissimi paesaggi toscani sono pochi, ma noi del Borgo Grondaie Siena Vi proponiamo un itinerario per ammirare e visitare alcuni luoghi facilmente raggiungibili e che a noi piacciono tanto:
1 GIORNO-SIENA
Cor magis tibi Sena pandit. Questa è l’iscrizione che accoglie i visitatori all’ingresso di Porta Camollia. La frase latina significa che Siena ti apre un cuore più grande della porta che stai attraversando.
Così inizia la visita ad una delle città medievali più belle al mondo.Piazza del Campo, il Duomo di Siena, la Basilica di San Domenico, la casa di Santa Caterina, il Palazzo Publico, la Torre del Mangia, la Basilica di San Francesco, la Pinacoteca Nazionale e molte altre bellezze saranno da scoprire in una giornata intensa.

 

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foto: Antonio Cinotti
2 GIORNO- SAN GIMIGNANO MONTERIGGIONI
Monteriggioni è il tipico esempio di Borgo Fortificato e uno dei luoghi dove godere il panorama dei paesaggi toscani. La Piazza principale del paese è Piazza Roma. Si tratta della piazza principale del Castello che mantiene le caratteristiche dei borghi della Toscana, ma da un senso di “campagna” grazie alla vegetazione dei giardini e orti circostanti, ma soprattutto grazie al prato verde che è presente nel selciato della Chiesa e negli spazi fra i quadrati lastricati piazza.
LEGGENDE! Si racconta di cunicoli sotterranei, di passaggi segreti, che dal Castello permettono di raggiungere i vicini fortilizi e Siena. Calandosi all’interno del pozzo in piazza Roma si oltrepassa un cancello e di li, si accedono a uno dei cunicoli sotterranei.
Fonte : http://www.monteriggionicastle.com/

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Monteriggioni

foto: Ale&Fede&Shaki

San Gimignano chiamata anche “città delle torri”, vive di agricoltura grazie ad una pregiatissima produzione del vino Vernaccia D.O.C.G. e a una fiorente attività agrituristica, ed ospita ogni anno nel Centro storico, milioni di turisti di tutto il mondo. Ad oggi se ne contano tredici torri. Si dice che nel Trecento ve ne fossero settantadue, almeno una per ogni famiglia benestante, che potevano così mostrare, attraverso la costruzione di una torre, il proprio potere economico.
Fonte : http://www.sangimignano.com/it/arte-e-cultura/cenni-storici

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San Gimignano

foto: Antonio Cinotti

3 GIORNO- MONTEPULCIANO-PIENZA-MONTALCINO
Montepulciano è nota nel mondo per i suoi vini, il Nobile a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), il Rosso di Montepulciano ed il Vin Santo, entrambi a Denominazione di Origine Controllata (DOC) che sono prodotti esclusivamente nel territorio e sono la sintesi ideale di ambiente, tradizioni, passione; il vino rappresenta oggi anche uno dei settori trainanti dell’economia di Montepulciano. Da non perdere durante la visita nel centro storico: Palazzo Bucelli, la Chiesa di Sant’Agostino, Chiesa Sant’Agnese, Logge del grano. Il Pozzo dei Grifi e dei leoni.

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Montepulciano paesaggi toscani

foto: Tommy Clark

PIENZA
La storia di Pienza è strettamente legata a quella di Enea Silvio Piccolomini nato a Pienza nel 1405 e diventato Papa nel 1458 col nome di Pio II.

Cosa molto particolare di Pienza è che molte delle strade della parte vecchia portano nomi romantici … come ad esempio: Via della Fortuna, Via dell’Amore, Via del Bacio, Via del Buia.
Non potete lasciare Pienza senza assaggiare il famoso pecorino di Pienza: è un formaggio ovino ed è il più prezioso tra i pecorini delle Crete Senesi.
Sapevate, che a conferirgli il particolare aroma è proprio la flora piuttosto rara dei pascoli della zona argillosa delle Crete senesi (assenzio, barba di becco, ginepro, ginestrino, salvastrella, …).

http://www.comune.pienza.siena.it

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Pienza paesaggi toscani

foto: Antonio Cinotti

MONTALCINO
È una graziosissima cittadina medievale con strade strette e vicoli caratteristici. Attualmente famosa per i suoi vini tra i quali il più pregiato è il Brunello di Montalcino.

Moltissime le chiese presenti in questo borgo medievale toscano, una delle più importanti che merita di essere visitata è l’Abbazia di Sant’Antimo che rappresenta un unicum, una delle testimonianze architettoniche più significative dell’epoca romanica. Si tratta di un rilevante esempio di edificio monastico costruito a cavallo tra l’XI e il XII secolo, la cui magnificenza viene esaltata dal paesaggio circostante, l’amena valle del torrente Starcia, in cui la presenza dell’olivo costituisce l’elemento caratterizzante.
Fonte: http://www.antimo.it/abbazia/storia-e-arte/

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Montalcino paesaggi toscani

foto: Antonio Cinotti

4 GIORNO-CASTELLI DEL CHIANTI- BROLIO-MELETO- RADDA IN CHIANTI
CASTELLO DI BROLIO
Il castello sorge al centro di sterminati vigneti, dai quali sin dal 1141 i Ricasoli traggono il loro famoso vino. Pur essendo privato il castello è visitabile, ad eccezione del palazzo. E’ possibile compiere per intero il giro degli spalti, dai quali si hanno splendide viste sulla zona del Chianti.

http://www.ricasoli.it/

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Castello di Brolio paesaggi toscani

foto: Giusepe Moscato

CASTELLO DI MELETO
Nel cuore del Chianti, tra Siena e Firenze, nel Comune di Gaiole in Chianti sorge il Castello di Meleto, una dimora storica imponente, un’azienda agricola che produce vino prelibato. La costruzione risale, nelle sue parti più antiche, all’anno Mille. Il Castello apparteneva ai Monaci Benedettini e successivamente è diventato di proprietà della Famiglia Ricasoli che dopo esserne entrata in possesso nel 1200, ha ampliato la costruzione nel 1700 e l’ha trasformata in una splendida residenza di campagna. Dal 1968 la proprietà è della Viticola Toscana Spa, un’azienda agricola con splendidi vigneti specializzati nella produzione del vino Chianti Classico DOCG.
Fonte: http://www.castellomeleto.it/castello/cenni-storici.php

 4 GIORNI PER VISITARE I BELLISSIMI PAESAGGI TOSCANI

Castello di Meleto paesaggi toscani

foto: jessica@flickr

RADDA IN CHIANTI
Radda in Chianti è uno dei paesi medievale più affascinanti, racchiuso tra imponenti mura di cinta. Nei dintorni di Radda in Chianti si trovano anche molti castelli e splendide pievi, tra cui meritano certamente una visita il Castello di Volpaia, di origini medievali e perfettamente conservato, e la pieve romanica di Santa Maria in Prato con caratteristici capitelli romanici decorati con elementi zoomorfi e floreali.
Fonte: http://www.chianti.com/it/radda-in-chianti/

 4 GIORNI PER VISITARE I BELLISSIMI PAESAGGI TOSCANI

Radda paesaggi toscani

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PERCHE LE BOTTIGLIE DI VINO NON SONO TUTTE UGUALI?

Vi siete mai chiesti, perché le bottiglie di vino non sono tutte uguali? Ci sono bottiglie di colori diversi, consistenza e anche dimensione. Noi, del Borgo Grondaie Siena, amanti del buon vino ci siamo incuriositi riguardo a questo argomento e vogliamo condividere con Voi le nostre scoperte.

Prima però, facciamo un salto indietro nella storia, per sapere quando e dove se iniziò a conservare il vino in bottiglie.

Gli studi dicono che la conservazione del vino in bottiglie di vetro risale al XVIII secolo, quando in Francia si cominciarono a produrre le prime bottiglie di vetro soffiato.

Ad oggi le bottiglie si presentano con svariate forme e dimensioni. Ciò dipende del vino contenuto e dal tipo di affinamento richiesto.

Lo scopo principale della bottiglia è quello di limitare al minimo il passaggio dei raggi del sole che potrebbero danneggiare il prodotto ed è per questo motivo che, in particolare per vini che non verranno consumati giovani, vengono preferite bottiglie di vetro scuro.


In ambito commerciale il formato di bottiglia più usato è
da sette decimi (0,750 litri), è il contenitore ideale per i vini di qualità, adatto a consentire un armonico invecchiamento e pratico per le operazioni commerciali di stoccaggio e spedizione, anche se ne esistono di svariate dimensioni (da 0.1875 l fino a 130 l).

 

Oltre al classico formato standard esistono però misure più grandi, il magnum da un litro e mezzo, il Jéroboam da tre litri, ecc. e la mezza bottiglia da 0,375 o da 0,500

Ecco i nomi e le dimensioni dei principali formati

MELCHISEDEC

40 BOTT.

30 LITRI

NABUCHODONOSOR

20 BOTT.

15 LITRI

BALTHAZAR

16 BOTT.

12 LITRI

SALMANAZAR

12 BOTT.

9 LITRI

MATHUSALEM

8 BOTT.

6 LITRI

REHOBOAM

6 BOTT.

4,5 LITRI

JEROBOAM

4 BOTT.

3 LITRI

MAGNUM

2 BOTT.

1,5 LITRI

BOTTIGLIA

 

0,75 LITRI

MEZZA

 

0,375 LITRI

QUARTO

 

0,25 LITRI

 Vediamo le diverse tipologie:

bottiglie PERCHE LE BOTTIGLIE DI VINO NON SONO TUTTE UGUALI?

 

BORDOLESE (1): la bordolese, originaria della zona di Bordeaux, è la bottiglia più diffusa in commercio. È solitamente scura per i vini rossi mentre generalmente trasparente o verde chiaro per quelli bianchi.

 


BORDOLESE A SPALLA ALTA (2): derivante dalla precedente, questa forma dona un’eleganza maggiore e quindi viene usata per particolari e raffinati vini rossi.


CHAMPAGNOTTA (3): indicata per spumanti metodo classico o Champagne, il vetro di questa bottiglia, ha uno spessore maggiore in quanto deve resistere alla pressione esercitata dal vino.


CHAMPAGNE CUVEE (4): di derivazione dalla precedente, essa presenta una base più allargata e un collo più lungo.


RENANA O ALSAZIANA (5): ideale per la conservazione di vini bianchi, questa bottiglia si presenta con una forma cilindro-conica maggiormente allungata e affusolata. Questo tipo di bottiglia è
proveniente dall’area vinicola del Reno, in Germania.


MARSALESE (6): come ricorda il nome, questa è la bottiglia utilizzata per la conservazione del Marsala. Il vetro è marrone scuro o nero.


ALBEISA (7): è usata generalmente per la conservazione di vini rossi del Piemonte. La bottiglia è scura per permettere un migliore affinamento del prodotto.

 

BORGOGNA O BORGOGNOTTA (8): questa bottiglia di colore verde viene spesso utilizzata per la conservazione di grandi vini della Borgogna. Caratterizzata da una forma cilindro-conica, in passato era utilizzata indifferentemente per vini bianchi e rossi.


BOCKSBEUTEL O PULCIANELLA (9): ha forma panciuta e di colore verde. Usata per la conservazione di vini rossi della Franconia.


PORTO (10): usata generalmente per vini liquorosi iberici come il Porto o lo Sherry, essa si presenta spesso con diverse tonalità di verde o marrone.


ANFORA (11): è utilizzata generalmente in Francia per l’imbottigliamento dei vini della Provenza. Alcune aziende italiane la usano per la conservazione del Verdicchio

Quasi tutte le bottiglie vengono utilizzate, oltre che nel formato della capienza di 750 cl., nel formato da 375 cl., detto “mezza”, e nel formato da 1.500 cl., detto “magnum” .
Il colore del vetro utilizzato spazia dal bianco all’ambrato, al marrone, al verde, dai toni più chiari ai più cupi. Soprattutto per i vini destinati ad un affinamento più o meno lungo in bottiglia, è da preferire l’utilizzo di vetri molto scuri, e recenti studi hanno permesso di realizzare mescole che permettono di ottenere una filtratura della luce ottimale per la conservazione del vino.

 

Qui di seguito una foto della cantina del Borgo Grondaie

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LE PASSIONI FANNO GIRARE IL MONDO

Le passioni…

Se è vero che le passioni fanno girare il mondo, la terra di Toscana e il nostro territorio Senese sono famosi per creare grandi passioni nel cuore di chi li visita. Una fra tutte….il vino!

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Fonte: www.intravino.com

I veri cultori del Vino conoscono bene le regole che disciplinano i vini con denominazione “ Chianti Classico”.

Per tutti gli altri che sono appassionati del vino, come noi al Borgo Grondaie,  ma che non siamo coinvolti quotidianamente nella produzione del nettare degli dei, vogliamo farvi conoscere alcune delle regole che fanno del  succo d’uva un “Chianti Classico” D.O.C.G.

Per esempio sapevate che l’uva Sangiovese è la vera anima del Chianti Classico: tipico di queste zone, il vitigno Sangiovese più di ogni altro riesce ad interpretare le caratteristiche del suolo dove cresce riuscendo a conferire  all’uva  profumi e aromi che rimandano alle zone di origine (così un bouquet floreale rimanda alle arenarie, l’aroma di frutti di bosco  al calcare e il profumo di tabacco fresco al tufo) mantenendo pur sempre quel sentore di viola mammola che caratterizza questo ineguagliabile vino.

Insieme al Sangiovese possono essere presenti, in una percentuale massima del 20%, altri vitigni a bacca rossa, come il Canaiolo e il Colorino, e quelli “internazionali”, come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, raccomandati e/o autorizzati nella zona di produzione.

Tra le principali caratteristiche organolettiche troviamo: il colore rubino che può divenire talvolta, intenso e profondo; l’odore con note floreali unite a un tipico carattere di frutti rossi; e il sapore armonico, asciutto, sono la gradazione alcolica minima di 12 gradi per il vino giovane e di 12,5 gradi per la Riserva, l’estratto secco netto minimo di 24 g/l e l’acidità totale minima di 4,5 g/l.

Fattori produttivi: la resa dell’uva a ettaro non può superare i 75 quintali dopo 4 anni dall’ impianto e la resa dell’uva in vino non può essere superiore al 70%, ovvero a 52,50 ettolitri di vino per ettaro. Inoltre le operazioni di vinificazione, conservazione e imbottigliamento devono avvenire esclusivamente all’interno della zona di produzione e che l’immissione al consumo è consentita dal 1 ottobre successivo alla vendemmia. Per la Riserva è previsto un invecchiamento minimo obbligatorio di 24 mesi, di cui almeno 3 di affinamento in bottiglia.

Anche per quanto riguarda l’etichetta. L’ etichetta deve riportare l’indicazione “ Chianti Classico” con la specifica di “Denominazione di Origine Controllata e Garantita”, uno dei riconoscimenti più prestigiosi per i vini italiani, ed evidenziare l’annata di produzione delle uve.

Il vino è la poesia della terra, Mario Soldati, scrittore e regista

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il Carnevale di Foiano

Ogni anno a pochi chilometri da Siena, nel mese di Febbraio, si svolge il bellissimo Carnevale di Foiano al quale partecipano adulti e bambini di tutta la provincia: partendo da Siena, bisogna andare in direzione Perugia e uscire a Foiano della Chiana.

Nei giorni scorsi le prime sfilate sono cominciate e la festa è stata ulteriormente arricchita dall’organizzazione di balli tradizionali dell’Ecuador. Chi scrive è il nuovo braccio della squadra del Borgo Grondaie. Mi chiamo Gabriela ed essendo nativa dell’Ecuador, tale evento mi riempie di orgoglio e mi fa sentire più vicina alla mia famiglia di origine.

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Fonte: Carnevale di Foiano

I protagonisti del Carnevale sono i 4 Cantieri: AZZURRI, BOMBOLO, NOTTAMBULI E RUSTICI

Tutti risalgono al secolo scorso, durante l’anno i Cantieri lavorano ciascuno su un carro, che presenta allegoricamente un determinato tema (liberamente scelto dal Cantiere). Per evitare scorrettezze ed aiuti esterni, i 4 cantieri lavorano tutti quanti in un unico edificio.

Sorprendente la passione che porta i Cantieristi ad adoperarsi nella realizzazione del carro senza percepire alcun compenso.

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Fonte: Carnevale di Foiano

I carri vengono valutati da una giuria composta da 5 professionisti: uno scenografo, un pittore, un critico d’arte, uno scultore e un giornalista.

Un’atmosfera di gioia daparte di tutti mentre passano i carri, tanti sorrisi e tanti coriandoli!!! Un’esperienza da non perdere!

Nella quarta ed ultima domenica viene letto il verdetto che segue il Funerale di Re giocondo: ilRe del Carnevale. A questo punto si da lettura in Piazza del Testamento di Re Giocondo: vengono letti in rima dal Presidente dell’Associazione del Carnevale, i fatti più o meno positivi dell’anno appena concluso.

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Fonte: Carnevale di Foiano

Prossimi appuntamenti: domenica 2 e 9 di marzo 2014

Prezzi biglietti:

Ordinari: Euro 8,00

Bambini sotto 12 anni: Gratis

Sconto Famiglie: 2 adulti + 1 bambino = Euro 13,00

Sconto comitive superiori a 30 persone: Euro 7,00

www.carnevaledifoiano.it

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Rocca d’Orcia

 

 

Un weekend in Val d’Orcia non si può perdere e vi innamorerete della Rocca d’Orcia . Se avete poco tempo perchè avete pianificato altre visite, la sola fermata a Pienza e Montalcino vi daranno l’dea della bellezza di questo territorio. Per quelli però che hanno più tempo a disposizione suggeriamo di deguire il fiume Orcia e di non perdere la visita alla Rocca d’Orcia, chiamata anche Rocca di Tentennano, che si trova a poca distanza dal paese di Castiglion d’Orcia.

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Il castello è aperto al pubblico e offer un avista senza eguali: il monte Amiata, il castello di Radicofani, il paese di Castiglion d’Orcia e la città termale di Bgno Vignoni.

Il piccolo borgo con le sue fontane medievali e le sue chiese del 13° secolo vi porteranno indietro nel tempo. Qui Santa Caterinà imparò a scrivere e leggere nel 1378.

L’entrata per il castello costa 3 Euro ed include anche la visita al piccolo museo Sala d’Arte San Giovanni nel centro di Castion d’Orcia. Qui potrete ammirare dipinti di Simone Martini, Giovanni di Paolo e del Vecchietta.

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Il museo ed il castello sono aperti anche il sabato e la domenica (10:00 to 13:00 / 16:00 to 19:00).

Buona visita a tutti!

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Siena Ultramarathon 2014 – 2 Marzo

 

 

Un incontro che inaugura la nuova stagione turistica: Siena Ultramarathon 2014. Intanto per i non addetti ai lovori specifico cosa sia un’Ultramarathon. Si tratta di una corsa che supera la distanza obbligatoria di una maratona cioè oltre i 42,195 km. Siena Ultramarathon 2014 svilupperà il suo percorso di 50,200 Km attraversando alcuni dei più bei paesaggi toscani,  con altimetria positiva di 600 mt. Il fondo su strada bianca sarà di 15,600 km  e non mancheranno gli scorci mozzafiato. La partenza è da San Gimignano e l’arrivo in Piazza del Campo a Siena.

Il percorso dei 50 km è dedicato a coloro che sono avvezzi alle maratone oppure a gare trial. Il percorso si snoderà in parte sull’antica  via Francigena e prevederà 10 punti ristoro.

Per i non maratoneti, sono organizzate anche altri due percorsi: uno di 32 km. con partenza da Colle di Val d’Elsa e uno di 18 km con partenza da Monteriggioni. Un autobus vi condurra da Piazza del Campo ai vari punti di partenza.

L’occasione sarà quella di vivere una giornata di sport immersi in una natura bellissima, quella della campagna senese e l’arrivo nella Piazza del Campo, patrimonio dell’Unesco, sarà da brivido.

Sono sicura: sarà una corsa indimenticabile!

 Val dOrcia3 Siena Ultramarathon 2014   2 Marzo

Voglio dedicare questo post ad un amico e cliente che come me ama correre. Lui vive in America ma ama l’Italia…Wayne che ne dici, ci facciamo una corsetta?

 

Per maggiori informazioni Vi preghiamo di vedere il sito www.terredisienaultramarathon.it

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La tradizione culinaria a Siena. Festeggiamo il Natale

 

 

La tradizione culinaria a Siena si manifesta in tutto il suo splendore a Natale. Se siete delle buone forchette questo è il posto giusto per voi.

Dunque intanto Vi dico che a Siena generalmente si festeggia Natale con il pranzo del 25. La tradizione vuole che la tavola sia particolarmente gioiosa; un bel centro tavola ne è il fulcro (mia madre ne  ha fatto uno tutto colorato con le verdure, da mangiare poi con l’olio nuovo). Un vulcano di colori: arancione della carota, il bianco dell’insalata belga, il rosso dei ravanelli o radici rosse, il verde del sedano, ancora spicchi bianchi di finocchio, piccoli pomodori e cipollottini freschi.

Noi abbiamo iniziato con un buffet organizzato vicino al camino, quindi self service. Sul tavolo c’erano delle buonissime torte salete con cipolla e pancetta, crostini con il sugo di funghi porcini, crostini di milza, piccoli pezzetti di polenta fatta abbrustolire alla brace con pecorino.

Il primo è come sempre la mitica PASTA AL FORNO con la pasta fatta a mano e cotta nel forno a legna che mio padre accende un giorno prima per raggiungere la giusta temperatura e non bruciare così le pietanze.

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Poi, visto che il pancino non era ancora sazio, è arrivato l’arrosto fatto sempre nel forno a legna: coniglio, pollo, piccione e agnello…il tutto con patate arrosto!

Se non siete ancora soddisfatti, adesso arrivano i dolci e si salvi chi può. Intanto i dolci tipici senesi: panpepato (che a me piace più del panforte perche molto speziato), ricciarelli, cantuccini da zuppare nel vinsanto. Poi i dolci tipici natalizi come il panettone (che rigorosamente porta mia fratello dalla patria del panettone cioè Milano e rigorosamente di pasticceria artigianale). Si termina con i dolci fatti in casa che quest’anno spaziavano dalla crostata, al dolce al cioccolato morbido, alla pinolata e poi un dolce indefinito perché la mia vista era ormai offuscata dal troppo cibo e non avrei riconoscito una sacher da un ciambellone.

Il tutto annaffiato da Chianti Classico Riserva e da una riserva 2010 di Montecucco e per i dolci oltre al vinsanto anche la grappa…che qualcuno beve con la scusa che faccia digerire.

Mi dimenticavo……il caffè che a casa dei miei si fa rigorosamente con la Moka.

Insomma giornata impegnativa per le mascelle e pensare che è solo l’inizio perché la sera del 25 e del 26 si parte con i bolliti accompagnati dalla salsa verde fatta in casa, l’acciugata e naturalmente le mostarde.

Insomma una maratona…….

E  voi cosa avete mangiato di buono? Qual è il piatto simbolo della cucina del vostro territorio?

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Turisti per casa: visite guidate a tema a Siena

Turisti per casa è’ il titolo che dà il nome alle visite guidate a tema che ogni seconda e quarta domenica del mese, fino a febbario 2014, avranno luogo nella Pinacoteca di Siena alle ore 11; quindi giusto prima di pranzo, magari in uno dei ristoranti che riconoscono il 20% di sconto a chi presenta il voucher di partecipazione.

 

Noi di Borgo Grondaie amiamo in maniera particolare questo Museo tanto da averlo scelto come luogo per l’edizione 2013 delle Invasioni Digitali. A tal proposito c’è questo guest post molto interessante scritto da Dominique Papi Cipriani, fotografa professionista da noi conosciuta in quell’occasione, che racconta con sentita partecipazione e gratitudine l’esperienza di quel giorno.  

Non potevamo quindi non aderire con entusiasmo a questa iniziativa che ci ha già permesso di approfondire le origini della Collezione presente in Pinacoteca e venire a conoscenza di curiosità legate ad alcune opere come il Polittico di Santa Petronilla di Ambrogio Lorenzetti e la storia drammatica della bellissima Ghismunda di Bernardino Mei.

L’iniziativa è organizzata dalle guide senesi Federagit con il supporto della Confesercenti di Siena.

Non ci resta quindi che condividere il link con il Calendario aggiornato degli argomenti delle prossime visite ed invitarvi a partecipare perché ne vale davvero la pena.

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